Alex
sabato 13 dicembre 2008Direttamente da Sidney ci racconta questo:
“Alle 9,40 del 13 Dicembre ora australiana, 23,40 ora Italiana del 12, il rimorchiatore KATEA si avvicinava al molo, da ormai due ore eravamo in attesa, sotto la pioggia, con operatori delle più importanti Tv dell’australia, giornalisti e fotografi. Già diverse navi erano entrate in porto ma solo falsi allarmi. Ad un certo punto ho visto il rimorchiatore giallo e nero che aveva dietro la piccola barchetta arancione, un tuffo al cuore, ho rivissuto i momenti del brasile del 2006, ho iniziato a correre lungo il molo e ad urlare il nome di Alex, subito ho visto due lunghe braccia alzarsi dalla torretta del Katea.
In un attimo la grossa e potente imbarcazione si è accostata alla banchina. Francesca si è subito gettata tra le bracccia di Alex avvicinandosi al bordo della nave, ma Alex non poteva ancora scendere e Francesca non poteva ancora salire. I due sposini teneramente abbracciati per due o tre lunghissimi minuti hanno mandato in visibilio fotografi e cameramen. Le oprazioni sono durate 1 ora e mezzo ma dopo appena 20 minuti Francesca è potuta salire. Alle 11,00 ora Australiana Alex è potuto scendere a terra ed ha baciato il territorio Australiano. Mentre rientravamo in auto con Alex Francesca e il simpaticissimo Gino Nalini, fotografo Italiano che lavora a Sydney, ci dicono per telefono che Alex è già sui principali quotidiani d’Australia!!! e le principali televisioni hanno già mandato in onda i primi servizi.
Mentre vi scrivo è tornato il sole ma a largo della costa tra Newcastle e Sydney ci sono 40 nodi di vento da Ovest, per Alex sarebbe stato un serio pericolo e con queste condizioni anche un eventuale recupero tramite la Water Police. Mentre scrivo va in onda Chanel 7, il TG1 di Sydney, e la notizia di Alex è la seconda notizia andata in onda.
Grazie Alex ci hai dato una grande lezione di vita, solo una grande forza di volontà con la giusta dose di umiltà separano una folle e stupida ostinazione da una nobile impresa. Aggiungo che il limite vero lo si raggiunge quando ormai andare oltre, non solo è impossibile ma non aggiungendo altro oltre a ciò che si è fatto fino a quel momento, si rischia in modo inutile la vita. Continuare un altro giorno sarebbe stato forse possibile, ne ha passate di peggio alle isole Tonga, ma per il giorno successivo sarebbe stato solo una roulette russa, della serie o la va o la spacca, non è nello stile di Alex Bellini, avrebbe messo in difficoltà anche le Autorità Marittime Australiane che hanno dato il massimo della disponibilità, in questa fase finale dell’impresa. La decisione è stata condivisa da tutto il team a terra in modo unanime e l’ultimo a decidere naturalmente è stao Alex, dopo che Roger ed io gli abbiamo prospettato le reali condizioni e possibilità. Il mio compito si ferma qua, ringrazio tutti per essere stati vicini a questo grande uomo di mare, e non solo di mare. Ringrazio Riccardo di follonica per aver controllato la meteo nei momenti più importanti quando avevo difficoltà di collegamento e che ha concordato la pericolosità del giorno 13 e 14 dicembre. Ringrazio anche quelli che hanno remato contro, quelli che non ci credevano e quelli che ora gridano al fallimento, non si può essere tutti d’accordo sempre, sai che noia sarebbe la vita senza un pò di contradditorio! Guai non ci fosse! Ringrazio Alex per aver dato a Findomestic, sponsor dell’impresa e azienda nella quale lavoro, il modo di ribadire i valori dello sport vero, e un pò di sana etica non sempre facile da accettare. Un abbraccio a tutti.
Stefano Martini”
